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lunedì 9 maggio 2011

Corteo Antifascista Napoli


Il 29 aprile può essere considerato il venerdì nero per la Napoli antifascista, medaglia d’oro alla Resistenza. In quella data la città ha visto i propri figli aggrediti, accoltellati, minacciati e, in seguito, denunciati e denigrati.

I fascisti che ci accoltellano stanno dalla stessa parte di chi inquina, devasta e sfrutta i nostri territori, di chi ci sfrutta sul lavoro, di chi ci impone disoccupazione e precarieta’. Chi ci accoltella sta dall’altra parte della barricata.
Sono anni che lottiamo per migliorare le condizioni di vita di tutti, sono anni che lottiamo contro questo stato di cose. Contro la disoccupazione, per la raccolta differenziata porta a porta, per una scuola e un’università pubblica, contro la devastazione dei nostri territori, contro i licenziamenti, per l’acqua pubblica e contro il nucleare.

Non ci fermeranno le lame dei fascisti né le denunce che ci piovono addosso.

E’ necessario ripartire dalle lotte che tutti i giorni portiamo avanti nei territori, nelle scuole, nelle università, nelle piazze! Ripartire per dare un segnale, per reagire, per dimostrare l’unità e l’orgoglio della nostra gente che non si arrende a morire di miseria, precarietà, munnezza e fascismo.
Facciamo appello a tutti gli studenti, ai disoccupati, ai precari, ai lavoratori, ai comitati e a tutte le individualità che ogni giorno resistono, per fare di giovedì 12, una giornata di mobilitazione in cui riprendere la parola e vivere da protagosisti la nostra città.

PER L’ACQUA PUBBLICA - RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA - NO AL NUCLEARE - SCUOLA E UNIVERSITA’ PUBBLICA - CONTRO PRECARIETA' E LICENZIAMENTI - CONTRO IL RINCARO DEI BIGLIETTI - CONTRO LA REPRESSIONE

CONTRO FASCISMO, SESSISMO, RAZZISMO

Liberta’ per i precari bros
Libertà per Tonino
Liberta’ per tutti

venerdì 29 aprile 2011

Aggressione fascista alla facoltà di Lettere


Appuntamento sotto Lettere (porte di massa) ore 16.00
Giorno 28 aprile, intorno alle 9 di sera, dopo la chiusura della facoltà di Lettere, sono comparse sui muri del palazzo svastiche e scritte inneggianti al nazismo.Come di consueto, i compagni della facoltà non hanno aspettato che calasse la notte per cancellare le svastiche e le scritte razziste che hannop imbrattato i muri di un luogo da sempre teatro di lotte studentesche ed antifasciste, preferendo organizzare fin dalla mattoina presto un momento aggregativo e di controinformazione per denunciare l’accaduto e ripulire la facoltà dai segni di quegli infami.
Tra le 10.30 e le 11 pero’, nel bel mezzo dell’iniziativa, tre appartenenti a Cpi Napoli, tra cui il candidato nella lista “Liberi Con Lettieri” Enrico Tarantino, sono passati tra i compagni e dopo un breve diverbio verbale, senza alcuna esitazione, hanno tirato fuori le lame con cui hanno colpito tre dei nostri compagni,attualmente all’ospedale.

Per ora le notizie che abbiamo circa il loro stato sono per due compagni punti di sutura alle braccia e alle gambe ( 9 per uno di loro, dietro il braccio, e 7 in tutto per l’altro ferito ad entrambe le gambe).Un altro compagno  è stato attualmente spostato nel reparto chirurgia; oltre a ricevere 5 punti di sutura dietro la testa per un colpo da cinghia, deve essere operato ad una mano con cui, secondo i medici, si è difeso da un colpo che aveva ben altra e più grave destinazione.Probabilmente i muscoli della mano si sono lacerati,aspettiamo notizie.Gli antifascisti napoletani, di ogni territorio luogo e facoltà stanno intanto accorrendo sotto l’Università in attesa del corteo che partirà proprio da qui alle ore 16.00.
Già fioccano comunicati infami dei fascisti di Casapound, che lamentano di aver subito un’aggressione, ma chiunque passasse sotto la facoltà in quel momento ha ben chiara la dinamica che si è sviluppata: un’aggressione vile, infame e armata contro dei compagni da sempre impegnati nelle lotte antifasciste.
NESSUN AGGUATO RESTERA’ IMPUNITO!
ORA E SEMPRE RESISTENZA!
 
 
Antifasciti napoletani 

sabato 12 febbraio 2011

Insulti contro bimbi rom morti svastiche e scritte razziste a Roma

il capogruppo del Pd del XVI municipio Scamardì: "E' ora di finirla di sottovalutare questi episodi. Sono gravi e le autorità devono riuscire a trovare i responsabili soprattutto in un momento così delicato"


"Rom -4" e "Rom Raus" (che in italiano vuol dire 'rom fuori') scritte con una bomboletta spray ed accanto alcune svastiche. Sono le scritte apparse stamani su un muro di via della Pisana, nella zona di Bravetta, a Roma che si riferiscono alla morte dei 4 bambini morti in un insediamento abusivo della capitale. A denunciarlo il capogruppo del Pd del XVI municipio Raffaele Scamardì.

"Le scritte sono state fatte la scorsa notte - afferma Scamardì - all'altezza del civico 64 sulle colonne della scalinata che porta a Vicolo del Fontanile Arenato. Non è il primo episodio del genere. Già l'anno scorso vicino alle poste di via di Bravetta un'altra scritta antisemita prendeva come bersaglio Anna Frank".

"E' una vergogna che va subito cancellata, e se non interviene immediatamente il decoro urbano - aggiunge - come la scorsa volta, lo faremo noi di nostro pugno insieme ai cittadini del quartiere. E' ora di finirla di sottovalutare tali episodi. Sono gravi e le autorità devono riuscire a trovare i responsabili soprattutto in un momento delicato come questo!".


http://roma.repubblica.it/




Cassazione:Definire 'Forza Nuova' una formazione politica "fascista e portatrice di valori quali la xenofobia, il razzismo, la violenza e l'antisemitismo" non e' reato

Roma, 10 feb. (Adnkronos) - Definire 'Forza Nuova' una formazione politica "fascista e portatrice di valori quali la xenofobia, il razzismo, la violenza e l'antisemitismo" non e' reato e rientra nell'esercizio del diritto di critica. Lo ribadisce la Cassazione secondo la quale "l'attribuzione agli appartenenti a quella stessa associazione di espressioni quali nazifascisti e neonazisti sul riflesso che, alla luce dei dati storici e dell'assetto normativo vigente durante il ventennio fascista, la qualita' di fascista non puo' essere depurata dalla qualita' di razzista e ritenersi incontaminata dall'accostamento al nazismo". Ecco perche' la Quinta sezione penale - sentenza 4938 - ha bocciato il ricorso della Procura di Roma che si era opposta all'assoluzione dal reato di diffamazione accordata a Paolo Brogi, autore di un articolo sul 'Corriere della Sera', unitamente al direttore Paolo Mieli, nel quale l'allora vice presidente della Provincia di Roma, Nando Simeone parlando di un corteo organizzato nella capitale da Forza Nuova disse che "non era tollerabile che spazi politici e di espressione" fossero "lasciati a disposizione di organizzazioni chiaramente fasciste e portatrici di valori quali la xenofobia, il razzismo, la violenza e l'antisemitismo". Immediata era stata la denuncia del leader di Forza Nuova Roberto Fiore che si era sentito diffamato. L'autore dell'articolo e chi aveva dato la definizione erano stati assolti dal gup del Tribunale di Roma, nell'aprile 2010 "perche' il fatto non costituisce reato". Assolto pure l'allora direttore Mieli "perche' il fatto non sussiste". Inutilmente la Procura di Roma ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che la critica politica in questo caso aveva "travalicato i limiti" degenerando in "aggressione alla reputazione altrui". Di diverso avviso la Suprema Corte che, bocciando il ricorso, ha evidenziato come la Cassazione abbia gia' riconosciuto "l'esimente del diritto di critica storica e politica nell'attribuzione agli appartenenti a Forza Nuova di espressioni quali nazifascismi e neonazisti ".


(Dav/Col/Adnkronos)

mercoledì 9 febbraio 2011

3 febbraio Napoli: aggressione fascista.

Oggi, 3 febbraio 2011, a Napoli nei pressi di piazza Cavour, è stato aggredito un compagno dell’Unione degli studenti da una decina di fascisti mentre strappava i manifesti con scritto “Il duce siamo noi” che da qualche giorno tappezzano i muri del centro storico. Alla domanda di uno di loro “cosa stai facendo?”, il compagno ha rivendicato la natura antifascista della nostra Costituzione. A quel punto è stato accerchiato e aggredito con schiaffi e pugni in pieno volto. Un’aggressione che testimonia ancora una volta la vigliaccheria di chi si muove nell’ombra ed attacca in 10 contro 1, di chi approfitta della crisi globale per alzare la testa, tutelato da un governo che attraverso le sue politiche non fa che legittimare questi vili attacchi. Rivendichiamo quindi la nostra natura ANTIFASCISTA e invitiamo gli studenti e tutta la cittadinanza a ripudiare l’esistenza di gruppi fascisti e neofascisti nella nostra città.

lunedì 1 novembre 2010

Catanzaro. Accoltellato un giovane del centro sociale "La Riscossa"

Catanzaro. Un giovane di 27 anni è stato ferito con una coltellata all’addome nella serata di ieri a pochi passi dall’ingresso del centro sociale “La Riscossa”, a Catanzaro. La vittima, che era assieme ad altri ragazzi, è stata colpita nel corso di una rissa provocata dall’arrivo di un gruppo di altri giovani, mossi probabilmente da ragioni politiche. Immediatamente trasportato all’ospedale “Pugliese-Ciaccio”, gli è stata diagnosticata, dai medici che lo hanno preso in cura, una guarigione in un mese. Nel frattempo, gli agenti di Polizia giunti sul posto si sono messi sulle tracce degli aggressori partendo dalle testimonianze di coloro che erano presenti sulla scena del ferimento.

http://www.newz.it/2010/10/31/catanzaro-accoltellato-un-giovane-del-centro-sociale-la-riscossa/70677/




Il Collettivo Riscossa intende ricostruire e fare chiarezza su quanto accaduto lo scorso sabato 30 ottobre nelle adiacenze della nostra sede, luogo in cui si sono verificati le due vili aggressioni fasciste con il conseguente tentato omicidio di un nostro compagno.

Era in corso un’iniziativa pubblica per la presentazione di una rivista di controinformazione. Intorno alle 21.30 abbiamo notato dalla finestra un gruppetto di fascisti che ha iniziato a provocarci con cori, insulti e minacce. Alle nostre rimostranze verbali il gruppetto fascista ha iniziato ad avvicinarsi, scagliando un mattone verso una finestra, dietro la quale si trovavano due ragazze facilmente visibili dall’esterno, rompendone pericolosamente i vetri. L’aggressione è continuata con il tentativo, fallito, di assaltare i locali della nostra sede. Nonostante l’accaduto, una volta dileguatisi i fascisti, si è deciso di portare a termine l’iniziativa prevista.

Trascorse circa un paio d’ore però, abbiamo notato che nuovamente, il gruppo di fascisti, questa volta più numeroso, si stava avvicinando minacciosamente all’ingresso della nostra sede. Siamo usciti dicendo loro di allontanarsi anche per non arrecare ulteriore disturbo alle famiglie del vicinato. Al che è seguita una nuova aggressione nel corso della quale uno dei componenti del gruppo ha estratto dalla tasca un coltello e con estrema lucidità e determinazione ha colpito il nostro compagno con due fendenti alla schiena. Quanto verificatosi è stato tanto repentino quanto premeditato, tant’è che subito dopo il vile gesto, il gruppo, ricompattatosi, ha iniziato immediatamente ad allontanarsi. Abbiamo subito portato il nostro compagno al pronto soccorso. Una volta giunti li siamo stati tempestati dalle domande da parte di agenti della polizia, che anziché identificare gli aggressori, ha identificato gli aggrediti! Dopodiché, la stessa polizia, ha deciso di perquisire la nostra sede alla ricerca di “armi ed esplosivi”, perquisizione che si è conclusa con il sequestro di una vecchia piccola falce ormai arrugginita, da noi conservata in quanto simbolo della tradizione e delle lotte del movimento operaio e contadino. E anche in questo caso, anziché ricercare altrove la lama che aveva ferito il nostro compagno, la loro attenzione si è concentrata su quel vecchio attrezzo agricolo, per il quale siamo stati denunciati per “detenzione illegale di arma bianca”. La perquisizione è durata circa due ore. Subito dopo siamo stati forzatamente trasferiti in questura per un “interrogatorio”, o meglio per rendere sommarie informazioni, durato quasi fino alle 8 del mattino.

Il nostro compagno accoltellato è stato operato d’urgenza per le gravi ferite riportate, ferite che, solo per un fortuito caso, non hanno avuto conseguenze irreversibili.

Non è più ammissibile che simili episodi possano essere considerati semplici risse del sabato sera o guerre fra bande. Ricordiamo che i fascisti in città hanno già provocato numerose aggressioni nel corso degli ultimi anni, sfociate in episodi di violenza e intolleranza razziale e politica, rimasti a tutt’oggi impuniti anche per il silenzio delle istituzioni.

Invitiamo pertanto la cittadinanza tutta a vigilare e a mobilitarsi per impedire che simili spregevoli e gravi fatti non abbiano più a ripetersi.

COLLETTIVO RISCOSSA CATANZARO

lunedì 18 ottobre 2010

Casa Pound e Blocco studentesco non sonoformazioni antsistema fanno parte di esso!

"Basta con le mistificazioni della sinistra : Casa Pound e Blocco studentesco non sonoformazioni anti-sistema, ma parte integrante del progetto di Berlusconi"
(RENATA POLVERINI)


"Rivendico il merito personale e della giunta che presiedo di aver da tempo costruito un rapporto stretto con questi ragazzi, finanziando le loro sedi e le loro iniziative."
(GIANNI ALEMANNO)


"Risulta quanto meno astrusa la presunta vocazione ribelle di questo gruppo che in realtà gode di finanziamenti e prebende da parte di quello stesso potere, locale e nazionale, che dice di voler contrastare"
(GIANFRANCO FINI)


CONDIVIDERE - DIFFONDERE - INFORMARE

domenica 10 ottobre 2010

Palermo: aggressioni della polizia davanti al liceo Umberto I‏

Ieri si è consumato l’ennesimo atto dell’ondata repressiva che negli ultimi mesi ha colpito studenti, lavoratori e disoccupati.

Esprimiamo solidarietà al gruppo di studenti e studentesse antifascisti/e palermitani che ieri mattina durante un volantinaggio fuori ad un liceo sono stati aggrediti e poi denunciati.


comunicato degli antifascisti palermitani:

Sabato 9 ottobre, alle ore 12, davanti ai cancelli del liceo classico Umberto I, si è svolto un volantinaggio, con modalità pacifiche, per denunciare le continue minacce e aggressioni da parte di Casa Pound e Azione Giovani, organizzazioni dell’estrema destra, nei giorni scorsi, davanti ai cancelli del medesimo istituto.


Dopo pochi minuti sono arrivate le forze di polizia, che hanno intimidito e aggredito senza ragione i manifestanti, sette dei quali sono stati prelevati ingiustamente, sempre con la forza e condotti in questura. Uno di loro, inerme, è stato buttato a terra, aggredito da 4 poliziotti e portato via in manette. Molte delle persone che si trovavano lì hanno subito minacce verbali e aggressioni fisiche da parte di polizia e di DIGOS.

La questura ha dichiarato falsamente di essere intervenuta per fermare gli scontri che si erano creati tra antifascisti e Casa Pound; nessun esponente di Casa Pound era però presente in quel momento e non era in corso alcuna colluttazione.

Il risultato della ” tutela “ dell’ordine pubblico: sette feriti e in stato di fermo. Il preside dell’Umberto I dopo avere saputo che la polizia da lui chiamata stava aggredendo i ragazzi, si è rifiutato di intervenire. Agli studenti, nel frattempo, è stato impedito di uscire dall’istituto. Diversi studenti del liceo, che avevano filmato l’accaduto, sono stati minacciati e costretti dalla DIGOS e dalla polizia a cancellare i filmati.

Lo stato di fermo per tre compagni si è trasformato in arresto.

ANTIFASCISTI E ANTIFASCISTE PALERMITANI/E

domenica 12 settembre 2010

Solidarietà all'ANPI di Santarcangelo

Non ci stupiamo dell'esistenza di gruppi o persone che si rifanno alle più becere e idiote ideolgie dello scorso millennio, e per questo vogliamo esprimere la nostra vicinanza e solidarietà all'ANPI di Santarcangelo che ha subito la scorsa notte un provocazine e insulto vedendosi affissa sulla propria sede una bandiera che rappresenta la morte, gli anni più bui della nostra storia.

Da alcuni anni in questo territorio i muri parlano da sé e, di fatti di cronaca dagli arresti per gli attentati di Forza Nuova alle minacce di morte all'ass. No Border, ne siamo ormai tutti a conoscenza.

Non ci lasciamo intimorire, e non facciamo finta che non sia successo niente, sempre attenti oggi, che l'antifascismo lo si manifesta tutti i giorni a fronte di leggi che isolano ed escludono i migranti, a fronte di schiavitù e sfruttamento nel lavoro stagionale, a fronte di quella sub-cultura che passa attraverso pubblicità e vendita di gadget soprattutto nella nostra riviera.

Il 24 settembre saremo in piazza con voi per esprimervi solidarietà concreta, per testimoniare che non abbiamo paura e che amiamo la vita.

Antifascisti sempre!

I compagni e le compagne del Laboratorio PaZ Project
http://www.globalproject.info/it/in_movimento/Solidarieta-allANPI-di-Santarcangelo/5708

domenica 22 agosto 2010

Aggressione fascista a Minori

Il 18 agosto alle 23 circa, due fascisti hanno aggredito a calci e pugni un nostro compagno sulla spiaggia di Minori (costiera amalfitana), dove si trovava in vacanza con la sua famiglia. Il nostro compagno non ha mai fatto mistero della sua incompatibilità con posizioni razziste, omofobe e fasciste anche in contesti in cui sembrano tollerate e caldeggiate. Per questa ragione un gruppo di fascisti aveva già qualche giorno prima cercato di aggredirlo, ma, appena constatato che si trovava in compagnia di amici, aveva subito battuto in ritirata dopo qualche scambio di insulti. Gli infami hanno così cercato di sorprenderlo quando era solo. Appena lo hanno individuato senza amici, hanno cominciato un lancio di pietre. Il compagno, direttosi nella loro direzione, è stato subito aggredito dal gruppetto di fascisti. Solo la freddezza e la determinazione gli hanno dato la possibilità di resistere e di evitare il peggio. Ci teniamo a dire a tutti quello che i suoi aggressori sanno benissimo: non è scappato anche se da solo, ma anzi, è andato verso di loro, rimarcando la differenza tra chi è abituato a nascondersi e vivere nelle fogne e chi non teme di lottare ogni giorno alla luce del sole.

Non possiamo fare a meno di notare che l'arroganza e la violenza dei fascisti in quella zona è ormai sempre crescente, protetta, come ovunque d'altronde, da una costante impunità frutto della complicità delle istituzioni.

Intanto, gli antifascisti vengono sepolti da procedimenti giudiziari e restrizioni della libertà.

Un pensiero va al nostro fratello e compagno Tonino, detenuto nel carcere di Poggioreale. Dal 26 luglio in galera perché antifascista, da tutta la vita libero perché antifascista. La nostra lotta contro il fascismo e lo sfruttamento continua anche grazie alla sua determinazione.

Via i fascisti dalle nostre strade, via il fascismo dalle nostre vite
Non un passo indietro

Antifa Napoli

lunedì 26 luglio 2010

Liberi tutti! Il Riesame dà ragione agli imputati dei Fatti di Pistoia


Nel tardo pomeriggio di ieri è arrivata la notizia attesa ormai da 10 mesi: i 6 imputati per i Fatti di Pistoia dell'11 ottobre scorso sono liberi. Il Tribunale del Riesame ha infatti accolto il ricorso degli imputati che in questi 10 mesi hanno scontato carcere, arresti domiciliari e dimora notturna a fronte di un capo d'imputazione, devastazione e saccheggio (reato che prevede da 7 a 15 anni di reclusione), tenuto in piedi solo per giustificare una rappresaglia politica nei confronti degli imputati. Un reato quindi giudicato inesistente sia dalla Cassazione di Roma che da Tribunale del Riesame di Firenze e che getta pesanti ombre su come siano state gestite fino ad oggi le misure cautelari e le limitazioni della libertà personale degli imputati.

Due tribunali quindi hanno confermato ciò che noi diciamo da tempo, cioè che a Pistoia è statoa costruita da parte della questura e dell'accusa una rappresaglia politica verso degli imputati che si sono sempre dichiarati innocenti e che hanno subito 10 mesi di misure cautelari in modo ingiusto e artificioso. Ricordiamo che quando furono concessi gli arresti domiciliari il Pm si oppose e chiese la carcerazione di tutti, proprio appellandosi ad un reato che per due tribunali è inesistente.

Infine è doveroso un commento sul comportamento de Il Tirreno riguardo la vicenda. Nei giorni scorsi oltre 20 organizzazioni politiche e sindacali hanno inviato comunicati di sostegno agli imputati proprio alla vigilia della sentenza del Tribunale del Riesame. Un sostegno ampio e incondizionato proprio sull'ingiustizia delle misure detentive di cui ha dato notizia anche il Tg3 oltre che numerosi giornali. Per Il Tirreno invece silenzio assoluto, il solito atteggiamento di indifferenza verso quelle persone che chiedono giustizia ma che non fanno parte della loro cerchia. Basti ricordare i titoli garantisti e commoventi con interviste annesse all'ex assessore Cecio quando ricevette, per cavilli burocratici, una sentenza favorevole. Tuttavia, per rincare la dose, Il Tirreno questa mattina invece di dare notizia della sentenza di liberazione, ha confezionato un bell'articoletto di sostegno alla Procura di Pistoia con il Procuratore Generale che annuncia che prenderà in mano il processo e che difende il Pm Boccia smentito da due tribunali. Insomma, spazio e sostegno a chi viene smontato da una sentenza e indifferenza verso coloro a cui la sentenza dà ragione. Forse della sentenza del Riesame non ne sapevano niente in redazione, ma visto il tempismo con cui sono andati in soccorso alla Procura di Pistoia non viene che da pensare male. Insomma, il solito Tirreno nemico dei livornesi e amico del potere.

fonte SenzaSoste

venerdì 9 luglio 2010

ROMA: ANPI, DOPO AZIONE ROS IN SEDE 'MILITIA' ANCORA SCRITTE NEOFASCISTE

(ASCA) - Roma, 8 lug - Ad oltre un mese di distanza dall'intervento dei carabinieri del Ros all'interno della Discoteca 'Kinky Club' e della sede di 'Militia', con l'annessa palestra 'Popolare Primo Carnera', sono riapparse sui muri nel IV Municipio a Roma diverse scritte dello stesso gruppo neofascista. A denunciarlo, con una lettera scritta al sindaco Gianni Alemanno e al presidente del IV Municipio Cristiano Bonelli e' l'Anpi che ha ricordato come molte di queste scritte, gia' presenti da diversi giorni, siano ''in evidente contrasto con la legge Scelba (nella piu' grande c'e' un inequivocabile 'viva il fascismo') e ci sono indicazioni precise sulla sede di Via Tofano in cui i carabinieri hanno trovato materiali apologetici ed armi contundenti e da taglio. In altre scritte - prosegue l'associazione partigiani d'Italia - si chiede la liberazione di Schiavulli, esponente di 'Militia' arrestato ad inizio giugno per diffusione di idee fondate sull'odio razziale ed etnico e violazione della Legge Mancino''.

''La sezione Anpi Orlando Orlandi Posti, attiva a Monte Sacro e nel IV municipio, chiede ufficialmente alle cariche istituzionali del IV municipio e del comune di Roma - si legge nella lettera - di rimuovere le scritte di cui sopra, ripristinando cosi' la legalita' ed il decoro urbano di un quartiere che ha pagato un pesante contributo di sangue nella resistenza partigiana al nazifascismo e che non vuole essere oggi teatro di aggressioni, ne' fisiche ne' verbali, di stampo fascista. Chiediamo inoltre agli esponenti politici del municipio e del comune di farsi portavoce presso le autorita' di polizia competenti - si conclude - per continuare a vigilare sull'attivita' di 'Militia', che assieme ad altre formazioni neofasciste continua ad infangare Roma, citta' medaglia d'oro per la resistenza''.

gc/cam/bra

(Asca)

sabato 26 giugno 2010

Chiudere Casa Pound: sabato 26 giugno corteo a Firenze

Da Livorno ritrovo ore 14.45 alla stazione centrale
Lavoratori, studenti, precari e disoccupati, nessuno escluso, stanno subendo le prime e già  pesanti conseguenze della crisi che attraversa l'Italia e non solo. Per questo, oggi più che mai, è necessario organizzarsi e lottare, per non subirne ulteriormente le conseguenze.
Proprio in questo clima si inserisce la nascita di gruppi e gruppetti dell’estrema destra nelle nostre città: un disegno ben preciso che ancora una volta restituisce ai fascisti il loro ruolo storico.
Quello di squadristi nelle aggressioni ai danni di compagni e compagne come recentemente accaduto a Tor Vergata, oppure contro gli immigrati come successo anche a Firenze in Via Nazionale e in Via della Scala o ai danni dei lavoratori in lotta come nel caso dell’Eutelia.
Quello di provocatori quando le loro azioni non diventano altro che un pretesto per dar modo a polizia e magistratura di colpire e reprimere chi quotidianamente lotta e si espone al fianco di studenti e lavoratori.
Proprio a Firenze ci sono compagni processati per aver contestato un’iniziativa di Totaro in Gavinana, per aver impedito a Casa Pound di svolgere un presidio in piazza al Galluzzo, per aver difeso la propria città dalla violenza fascista la notte del 23 maggio dell’anno scorso in Via della Scala, così come in Toscana alcuni compagni di Livorno e Pistoia sono ancora sotto processo con l’accusa di aver assaltato una sede di Casa Pound.
Adesso, dopo i tentativi di attecchire andati a vuoto per Forza Nuova, La Fenice e la Nuova Destra Sociale ci prova proprio Casa Pound che, a Firenze, in via Lorenzo il Magnifico sabato 29 maggio ha inaugurato la propria sede.
Li ricordiamo tutti, in piazza Navona a Roma, infiltrati nel movimento studentesco contro i tagli imposti dalla Gelmini mentre picchiavano i compagni di 14 anni armati di cinghie e mazze tricolori e poi pronti a puntar il dito contro chi aveva deciso di reagire e non accettare la loro presenza in piazza.
Li ricordiamo ancora a Roma, pronti all’ennesima aggressione e poi invece costretti a cercare di passare come vittime perché quella sera avevano trovato un gruppo di compagni più determinati e preparati di loro.
Li ricordiamo in occasione del 7 maggio in Piazza Esedra, scesi in piazza con il patrocinio del Governo, difesi da uno schieramento immane di polizia e carabinieri mentre urlavano dal microfono dando di “infami ai militanti del presidio antifascista e ai loro nonni Partigiani”: non a caso la legittimazione di questa teppaglia rientra appieno nel tentativo di riscrivere la storia di questo paese, teso alla cancellazione della memoria storica ed alla rimozione dei crimini compiuti dal fascismo e screditando la resistenza e la lotta partigiana.
Si nascondono dietro lo pseudonimo associazione culturale e tentano, con scarsi risultati, di organizzare iniziative populiste per guadagnare in consenso e agibilità, ma nella realtà dei fatti non sono altro che un movimento fascista chiaramente schierato a difesa delle politiche attuate dal PDL come dimostra anche la loro candidatura in molte liste del partito di Berlusconi alle recenti amministrative e la presenza di alcuni esponenti fiorentini di Alleanza Nazionale all’inaugurazione della loro sede.
Per quanto si dichiarino “non conformi” vanno a braccetto con chi oggi ci sfrutta e ci uccide sul lavoro, con chi ci manda in cassa integrazione o ci rende disoccupati, con chi attacca la scuola e l’università pubblica distruggendo il futuro degli studenti di oggi e di domani, con chi sviluppa politiche di guerra contro i popoli dell’Africa e del Medioriente, con chi costringe quegli stessi popoli al ricatto dei Centri di Identificazione ed Espulsione sul nostro territorio.
La Firenze Antifascista, gli studenti, gli operai e i lavoratori non possono accettare che i sedicenti fascisti del terzo millennio aprano indisturbati i loro covi!
MOBILITIAMOCI PER LA CHIUSURA DI CASA POUND!
SABATO 26 GIUGNO CORTEO
CONCENTRAMENTO ALLE ORE 17.00 IN PIAZZA S.MARCO
Firenze Antifascista

RAZZISMO: CORI DUCE E INSULTI, DENUNCIATI APOLOGIA FASCISMO

(ANSA) - Dopo aver cantato inni al Duce hanno offeso una comitiva di cui faceva parte anche un ragazzo di colore, contro la quale hanno scagliato anche delle bottiglie. Al termine delle indagini della digos, due persone di 33 e 29 anni, fiorentini, sono stati denunciati per rissa, apologia del fascismo e lancio di oggetti. I fatti sono avvenuti una settimana fa in via della Scala, a Firenze.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i due uomini, uno dei quali noto alla digos per le sue 'simpatie' verso l'estrema destra, annebbiati dall'alcol, avrebbero cominciato a gridare frasi razziste e slogan fascisti. Una comitiva di persone, delle quali faceva parte anche il ragazzo di colore, avrebbe risposto, invitando i due a 'studiare la storia'. A quel punto si sarebbe accesa una zuffa, durante la quale, secondo il racconto di alcuni testimoni, sarebbe stato offeso il ragazzo di colore. All'arrivo di una volante della polizia, era ancora in via della Scala soltanto una delle due persone denunciate.
(ANSA).


Da www.regione.toscana.it

mercoledì 23 giugno 2010

Grosseto: scritte e minacce di morte sulla porta dell'Arcigay

Scritte e minacce di morte sulla porta dell'Arcigay di Grosseto

Grosseto. E' grave quello che hanno scoperto ieri i volontari di Arcigay Grosseto mentre si recavano in associazione per lavorare ad un progetto per i consultori; una grande croce celtica nera contornata dalle scritte “Dux” e “A morte”.

“Siamo amareggiati e allo stesso tempo decisamente arrabbiati per quanto successo - ha commentato Alessandro Iberi, presidente dell'associazione - viviamo un periodo sempre più triste per questo paese ma questa città non merita di essere offesa in questa maniera cosi vile perché tutti siamo umiliati, non solo l'Arcigay sta nel mirino di certa gente ma tutte le persone che vogliono vivere in un paese democratico che rispetta i propri cittadini e le loro libertà”.

Il gesto, che certamente si commenta da solo, non deve essere né sottovalutato né accantonato, la risposta deve essere rapida e convinta da parte di tutta la città per dire basta all'odio ed alla violenza.

Anche novanta anni fa si cominciò con il colpire i più deboli e i più liberi, le associazioni, i partiti, i sindacati e i giornali per arrivare poi a schiacciare tutta la società e portare l'intero Paese in un abisso dal quale avrebbe impiegato decenni per uscire.





Croce celtica e scritte offensive sulla porta dell'Arcigay

Martedì 22 Giugno 2010 17:26

"Il gesto si commenta da solo ma ha bisogno di non essere né sottovalutato né accantonato"

Grosseto: E' grave quello che hanno scoperto stamani i volontari di Arcigay Grosseto mentre si recavano in associazione per lavorare ad un progetto per i consultori; una grande croce celtica nera contornata dalle scritte "DUX" e "A MORTE".
"Siamo amareggiati e allo stesso tempo decisamente arrabbiati per quanto successo - commenta Alessandro Iberi presidente dell'Associazione - viviamo un periodo sempre più triste per questo paese ma questa città non merita di essere offesa in questa maniera cosi vile perché tutti siamo umiliati, non solo l'Arcigay sta nel mirino di certa gente ma tutte le persone che vogliono vivere in un paese democratico che rispetta i propri cittadini e le loro libertà”.
"Il gesto - va avanti Iberi - si commenta da solo ma ha bisogno di non essere né sottovalutato né accantonato, la risposta deve essere rapida e convinta da parte di tutta la città per dire basta all'odio, basta alla violenza, ricacciamo il fascismo dal secolo da cui proviene e dove credevamo di averlo sepolto.
Anche 90 anni fa si cominciò con il colpire i più deboli e i più liberi, le associazioni, i partiti, i sindacati e i giornali per arrivare poi a schiacciare tutta la società e portare l'intero paese in un abisso dal quale avrebbe impiegato decenni per uscire."
"Per questo - conclude - organizziamo una mobilitazione lampo mercoledi 23 giugno alle ore 21 davanti alla porta imbrattata dell'arcigay in Via Parini 7e a Barbanella. Tutti i cittadini democratici di destra e di sinistra sono chiamati al presidio per dire con forza che Grosseto non vuole il fascismo e i suoi metodi violenti e antidemocratici."

da www.maremmanews.tv

mercoledì 16 giugno 2010

Roma: aggressione alla Garbatella ·

Casetta Rossa, i fondatori denunciano un'aggressione fascista
La denuncia è di Luciano Ummarino, uno dei fondatori dello spazio della Garbatella: "Un gruppo di balordi ha pestato con i caschi un noto attivista della Casetta"

di Redazione - 14/06/2010

Aggressione fascista all'esterno della Casetta Rossa, lo spazio socio-culturale del quartiere Garbatella. A denunciarla è uno dei fondatori dello spazio socio-culturale Luciano Ummarino: "Questa notte un ragazzo è stato vittima dell'ennesima aggressione fascista a Roma. Alle tre di notte alcuni balordi, fermi a bordo di una macchina e di un motorino, lo hanno pestato con i caschi davanti alla Casetta".
"La vittima Roberto", prosegue Ummarino, "è noto nel quartiere come attivista della Casetta e stanotte stava passando di lì per far ritorno a casa quando gli aggressori lo hanno colpito alle spalle. Per fortuna se l'é cavata con solo con un forte spavento e un grande bozzo in testa, ma poteva andare molto peggio".
Il giovane ha riportato una contusione alla nuca, ma non si è rivolto al pronto soccorso. Questo il suo racconto: "Stavo tornando dal lavoro in bici ed ero di passaggio davanti alla Casetta quando una macchina e un motorino mi si sono affiancati, qualcuno mi ha urlato contro zecca e poi sono stato colpito con un casco alla nuca. Lì per lì sono stato colto da una grande confusione".
Gianluca Peciola, consigliere provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà e membro del collettivo Casetta Rossa, attacca: "Negli ultimi due anni il quartiere di Garbatella è stato bersaglio di numerose aggressioni fasciste, l'ultima pochi mesi fa davanti al centro sociale La Strada. E' evidente che il clima politico in città sta degenerando e che i gruppi di estrema destra godono di una legittimità che prima non avevano. Mi aspetto una condanna unanime da tutte le forze politiche e auspico che sia fatta piena luce su questa ennesima aggressione squadrista. A Roberto va tutta la mia vicinanza e solidarietà".
da www.romatoday.it

lunedì 14 giugno 2010

La famiglia di Rino Gaetano vuole denunciare Casa Pound

CasaPound: giù le mani da Rino Gaetano

Mentre a Firenze il 26 giugno si terrà un corteo per chiudere ogni spazio mentale e sociale della città al neofascismo e alle prepotenze di CasaPound, anche il nipote di Rino Gaetano – anch’egli musicista – protesta contro l’appropriazione indebita dell’immagine del cantautore crotonese morto il 2 giugno 1981 da parte dei neofascisti di CasaPound.

«Perché Rino – spiega oggi sul “Manifesto” – guardava con simpatia al movimento del ’77, aveva finanziato Radio Onda Rossa ed era anche un lettore del manifesto. [...] È sbagliato utilizzare un artista quando questo non può difendersi perché morto. E non è giusto distorcere le sue canzoni, né strumentalizzarlo e, ancor meno, farlo passare per fascista. Queste persone non hanno umanità e nemmeno i titoli per utilizzare quelle sue immagini, incollandoci sopra dei simboli e organizzando dibattiti in suo ricordo in posti dove si predica il razzismo e l’intolleranza. Sono luoghi di xenofobia mentre Rino Gaetano era uno xenofilo: basti ricordare il canto alla straniera Aida. Comunque, di concerto con la famiglia stiamo valutando la possibilità di adire le vie legali per tutelare l’onore e la reputazione di mio zio».

E basta guardare i disegni di Rino Gaetano acclusi al libro Il cielo è sempre più blu di Massimo Cotto, o ascoltare I miei sogni d’anarchia, per capire che Rino Gaetano era antifascista e quanto di più lontano si possa immaginare dai fasciofalsificatori di CasaPound.

Nell’articolo del “Manifesto” si ricordano le tante appropriazioni furfantesche e manipolatorie dei fasciofuturisti di CasaPound. Capitan Harlock, il pirata libertario creato dalla sapiente mano di Lejii Matsumoto. Poi Jack Kerouac, l’autore di On the road, il padre della Beat generation. Poi Luciano Bianciardi. Poi pure il Che. Tutta gente che non può più difendersi...

Né va dimenticato che per CasaPound la musica di Rino Gaetano rappresenta soprattutto un evento particolare: è stata la loro colonna sonora durante il pestaggio di piazza Navona. Non da oggi diciamo che lo squadrismo simbolico dei fasciofuturisti è complementare al loro squadrismo reale. Usano le canzoni, le immagini, le opere d’arte, il bagaglio culturale come le spranghe tricolori...

sabato 29 maggio 2010

Nazisti uccidono ancora un compagno in Russia‏


Ieri vicino al ponte della zona nord-ovest di Mosca, un gruppo di giovani musicisti russi con diversi amici e invitati si sono ritrovati per celebrare il compleanno di uno di loro.

Dopo la festa molte persone cominciavano ad andare via mentre le restanti 15-20, la maggior parte dei quali erano ragazzine, si sono attardate per ripulire.

Molti di loro sono musicisti o semplicemente appassionati di musica pesante, tra cui hardcore: forse questa caratteristica e, in particolare, i tatuaggi sul corpo hanno catturato l'attenzione dei neo-nazisti che scambiandoli per attivisti del movimento anti-fascista hanno deciso così di attaccarli provocando ancora una volta una tragedia.

Infatti ad un certo punto sbucati dal ponte sono arrivati 40 neonazisti che hanno attaccato il gruppo lanciando pietre e oggetti, urlando "sono loro sono loro!"

Colpendo le persone presenti con coltelli, bastoni e oggetti contundenti hanno ferito gravemente una ragazza alla schiena e lasciato in un bagno di sangue Dmitry Kashitsyna, nato nel 1982.
E' stato accoltellato in 15 punti.
Dmitry è morto subito sul posto.
Un' altro compleanno un'altra tragedia.
E come sempre mentre la polizia arriva 10 minuti dopo l'aggressione omicida, l'ambulanza arriva dopo 40.
L'attacco è stato pianificato e voluto, come evidenziato da diversi fatti: il primo è che l'attacco è stato effettuato proprio al termine della festa, il secondo fatto è che quindi qualcuno sapeva del ritrovo e che volgeva al termine, il terzo è la chiara firma dei nazifascisti che colpiscono in gruppo urlando slogan nazisti e che usano armi da taglio e bastoni.
Il quarto elemento, e il più significativo, è che erano tutti mascherati.
Nessuno dei presenti era coinvolto con gli antifascisti e anche Dmitry Kashitsyn non aveva mai avuto alcun rapporto con il movimento anti-fascista , era semplicemente un ragazzo russo appassionato di musica pesante che di tanto in tanto andava ai concerti dei gruppi preferiti.
Questo omicidio dimostra ancora una volta che la minaccia di essere picchiati o uccisi dai neonazisti riguarda ognuno di noi, indipendentemente dall'età, dal sesso e dalla nazionalità.
Gli antifascisti moscoviti esprimono sincere condoglianze ai parenti del defunto.
Faremo tutto il possibile per garantire che chi ha fatto ciò non rimanga impunito.
Ancora una volta eventi simili devono convincerci tutti che la minaccia neonazista è reale e che vi è l'urgente necessità di affrontare i neo-nazisti e tutti coloro che simpatizzano con loro.
E' dovere di ogni persona sana di mente fare tutto il possibile per garantire che tutto questo non debba mai più accadere.
Un gruppo di amici ha organizzato una raccolta di denaro per sostenere la sua famiglia.


Nessuna pietà verso queste carogne!

venerdì 21 maggio 2010

Milano, aggressione a Saverio Ferrari: Digos identifica forzanovisti

Gli agenti della Digos di Milano hanno identificato alcuni militanti di Forza Nuova (almeno tre) ritenuti gli aggressori di Saverio Ferrari, esponente locali del Prc e noto antifascista, aggredito intorno alle 17.30 di oggi nei pressi di piazza San Babila mentre si stava dirigendo al presidio di protesta organizzato da una serie di sigle politiche e sindacali contro la manifestazione del movimento neo-fascista prevista per il pomeriggio di sabato prossimo a Milano e che oggi non è stata autorizzata dalla Questura. Dalle testimonianze raccolte tra i militanti antifascisti sembra che ad aspettarli nei pressi del palazzo del governo di corso Monforte ci fossero una ventina di militanti del movimento capeggiato da Roberto Fiore e che alcuni di questi abbiano intercettato, inseguito e preso a calci Ferrari che si incamminava da solo verso la Prefettura. Secondo quanto è possibile apprendere le persone identificate e che presumibilmente potrebbero essere denunciate, sarebbero noti esponenti milanesi della formazione di estrema destra.


Fonte: http://roma.indymedia.org/node/20504

Lucca: aggressione fascista alla birreria Bruton

Un operaio di 38 anni ha perso un occhio nell'ennesimo raid condotto dai soliti fascisti noti lucchesi. Sabato scorso al Birrificio Bruton di Ponte a Moriano alcuni esponenti dei Bulldog legati anche a Forza Nuova e CasaPound sono entrati nel locale con calci, pugni e lancio di bicchieri e bottiglie, atto che è costato appunto la perdita di un occhio al 38enne che stava trascorrendo tranquillamente la serata in compagnia della moglie.
I motivi del raid sarebbero da ricercare nell’ennesima spedizione punitiva contro un locale "frequentato da comunisti". I testimoni riferiscono di quattro persone, uno dei quali in possesso di un tirapugni e un altro di coltello, che si sono avvicinati all’ingresso del locale con aria provocatoria. Dopo che è stato chiesto loro di allontanarsi, i quattro hanno seminato il caos.
Già una settimana fa, sempre esponenti dei Bulldog hanno spaccato alcuni bicchieri nel parcheggio e lanciato due bombe carta, una delle quali davanti all’ingresso del locale.
Il 38enne, la cui ferita è stata suturata con 130 punti, con ogni probabilità perderà l'occhio ma stando al racconto del chirurgo che lo ha operato, se il vetro lo avesse colpito poco più in alto, all’altezza della tempia, lo avrebbe ucciso sul colpo.
Due dei quattro fascisti sono stati arrestati. Si tratta di due squadristi ben noti in città, Adam Alexander Mossa e Stefano Vannucci, che domani saranno interrogati domani alle 9.30 nel carcere di San Giorgio durante l’udienza di convalida dal giudice Marcella Spada Ricci. E come spesso accade a Lucca, nessun gesto di solidarietà è arrivato finora dalle istituzioni, da sempre tolleranti con i fascisti lucchesi.
Tutto questo quando lunedì 7 giugno si terrà la discussione del processo al gruppo ultras fascista dei Bulldog. Diciannove imputati accusati di associazione a delinquere, percosse, minacce, violenze, lesioni, danneggiamento e porto abusivo di oggetti atti ad offendere per episodi che iniziano nell’estate 2006 per culminare con gli arresti dell’anno successivo. Tra gli imputati ci sono anche Mossa e Vannucci, che nel 2007 patteggiarono 8 mesi di reclusione, e Lorenzo Pucci, al momento iscritto nel registro degli indagati nell’inchiesta sull’assalto al Bruton e il ferimento all’occhio sinistro (fonte Senza Soste)

Quanto accaduto la notte di sabato 15 maggio nella birreria Bruton di San Cassiano di Moriano, non può essere considerato semplicemente una rissa, perchè ancora una volta esistono “aggressori” ed “aggrediti” e questa volta a farne le spese è stato un uomo ferito gravemente ad un occhio.
Anche in questo caso i cultori della violenza si esibiscono nel loro pezzo migiore, “l’aggressione”.E’ l’ennesima dimostrazione del clima di terrore instaurato all’interno soprattutto del mondo giovanile, ed ha una matrice ben chiara.Il degrado culturale della società in cui viviamo, sta evolvendo verso pericolosi sbocchi, occorre che le istituzioni, i partiti e le associazioni, prendano posizione chiara contro questo stato di cose.Nel rinnovare quindi piena solidarietà soprattutto al signor Sasha Lazzareschi, ai gestori del locale ed a tutti coloro che hanno subito questo attacco, rivolgiamo un invito a tutti, anche ai semplici cittadini, per creare una forte opposizione democratica al fine d’isolare i violenti ed evitare il ripetersi di simili atti.


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