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sabato 16 ottobre 2010

Solidarietà al compagno Salvatore

I fatti del 15 ottobre, che hanno portato all’arresto di Salvatore, rappresentano l’ultimo atto in ordine di tempo della strategia repressiva posta in essere dalle forze di potere, per contrastare ogni minima espressione di dissenso sociale che metta in discussione l’ordine di cose attuale.

La negligenza, l’indifferenza, l’arroganza e la latitanza delle istituzioni politiche sta determinando un vuoto istituzionale che di fatto trasforma le varie problematiche e le centinaia di vertenze sociali in un mero problema di ordine pubblico.

Tutto ciò non fa che alzare il livello di tensione, che potrebbe, poi, legittimare azioni autoritarie in grado di minacciare i più elementari diritti, che già vengono calpestati.

Di fronte a tutto questo, continueremo a lottare perché non possiamo voltare la faccia davanti alle ingiustizie quotidiane che la nostra gente vive sulla propria pelle.

La repressione non fermerà la nostra lotta.

Tutta la nostra solidarietà e il nostro affetto al compagno Salvatore e a tutti i movimenti che sono vittima della repressione!

Rete Studenti Salerno

C.S.A. Asilo Politico

domenica 16 maggio 2010

Comunicato del Cox 18

Nel luglio 2008 il comune, facendo seguito ad una richiesta di rilascio deilocali, da mandato ai suoi avvocati di avviare le pratiche per ottenere ilrilascio dello stabile di via Conchetta 18 attualmente occupato dal centro sociale cox 18. Conchetta replica che ha oramai acquisito la proprietà dello stabile di via Conchetta 18 attualmente occupato dal centro sociale cox 18. Conchetta replica che ha oramai acquisito la proprietà
dell'immobile ex artt. 922 e 1158 c.c., avendo avuto la pacifica detenzione dell'immobile per oltre venti anni.

Dall'occupazione originaria del 1976 sono passati piu' di 30 anni, intervallati da due sgomberi costellati di una miriade di iniziative di ogni genere che col tempo tessono una fitta rete di relazioni nel territorio e nella città. Dal 1992 il centro ospita la libreria Calusca di Primo Moroni e dal 2002 è sede dell'Archivio Primo Moroni che raccoglie il materiale lasciato dallo stesso Primo, da Carlo Cuomo, da Sergio Spazzali e recentemente arricchitosi del lascito dei familiari di Roberto Volponi. La città si trasforma e con esso il tessuto sociale. Il ticinese, un quartiere d'illustre storia, già proletario e malavitoso, "fiammeggiante di bandiere rosse e rossonere", viene lentamente ricondotto a ragione (mercantile) e diviene per lo più un luogo pittoresco pieno di locali in cui si "vendono vino e panini senza amore e senza memoria", come scriveva lo stesso Primo.
Nel frattempo il comune, con la giunta Moratti, persegue il piano di dismissione del patrimonio pubblico, sia in termini di servizi che in termini di beni, lavora ad un primo bando che riguarda la cessione a privati di 70 stabili, portato a termine nel 2007, e quindi, ad un secondo bando per la vendita di 94 edifici tra cui Conchetta ma anche il circolo arci di via bellezza, il centro sociale Torchiera, il circolo anarchico Ponte della Ghisolfa e gli stessi uffici comunali di via Larga. Pur dichiarando di voler rendere alla città un suo patrimonio, in realtà il comune mette in mano alla speculazione edilizia quello che è stato sì un vero patrimonio di vite, relazioni, iniziative, dando libertà di espressione a chi altrimenti avrebbe difficilmente trovato uno spazio
nell'ideologia del libero mercato. Il 22 gennaio 2009, del tutto inaspettatamente, mentre la causa civile con
il comune era ancora in corso, il centro viene sgomberato manu militari da un ingente numero di forze dell'ordine che arrivano a isolare il quartiere per quasi una settimana. Il comune sosterrà di non avere chiesto l'intervento della forza pubblica, la magistratura dirà lo stesso, e a tutt'oggi non è noto chi ha emesso il provvedimento che giustifical'intera operazione.
La città si mobilita e per diversi giorni si svolgono iniziative a difesa del centro che culminano con una grandissima manifestazione il 24 gennaio. Meno di un mese dopo, il 13 febbraio, il centro viene rioccupato o, per meglio dire, liberato dalle pesanti lastre d'acciaio poste come sigillo del portone e riprende cosi la sua attività.
Nel frattempo i locali di via Conchetta vengono stralciati dal bando di svendita insieme al bellezza a viale Monza (resta invece nel bando il Torchiera) e in sede di causa civile il centro rivendica il diritto all'usu capione dei locali.

Il 25 maggio 2010 è prevista l'ultima udienza in cui le parti consegneranno le loro argomentazioni conclusive. Il giudice concederà termini 60+20 giorni per memoria e replica: quindi emetterà la sentenza di primo grado. Dal punto di vista giuridico la faccenda ruota intorno alla ricostruzione della tempistica dell'occupazione e del diritto degli occupanti ad esercitare l'usu capione sui locali, dal punto di vista sostanziale si manifesta la volontà dell'amministrazione comunale di chiudere i luoghi che danno un servizio per trasformarli in luoghi che rendono denaro, venendo così meno all'utilità sociale bene comune.

Cox18 è rimasto uno dei pochi spazi della citta in cui si fa cultura e controcultura, storia e memoria, manifestazioni e autoproduzioni al di fuori dei binari della speculazione e del profitto.

martedì 16 marzo 2010

COMUNICATO STUDENTI STUDENTESSE TOR VERGATA

ALTRO CHE CLIMA TRANQUILLO: ESCALATION DI AGGRESSIONI FASCISTE A TOR VERGATA.OGGI 4 PERSONE GRAVEMENTE FERITE. ALLE 15.00 ASSEMBLEA PRESSO LA FACOLTA’ DI LETTERE TOR VERGATA (aula autogestita) PER REAGIRE A QUESTI SOPRUSI.

Forse il clima all’università di Tor Vergata non è tranquillo come affermato da Napolitano. Oggi, presso la Facoltà di Giurisprudenza, durante un volantinaggio autorizzato dallo stesso Rettore in persona per denunciare la presenza di neofascisti riconducibili all’area Casa Pound, ovvero Popoli Identitari ONLUS e l’associazione LAOGAI è avvenuto una violenta aggressione da parte di una cinquantina di fascisti (la maggior parte esterni all’università) incordonati che con minacce verbali e poi fisiche, hanno preso a calci e pugni una ventina di studenti e studentesse della università di Tor Vergata. Bilancio della aggressione : 4 persone refertate al Policlinico Tor Vergata con ferite e traumi alla testa e molti contusi.

Il Rettore, Prof. Lauro, nonostante fosse stato avvertito della presenza di picchiatori fascisti nella sua Università, non ha ritenuto necessario intervenire tempestivamente per bloccare l’iniziativa, trincerandosi dietro posizioni elusive ed attendiste, consentendo che nel suo Ateneo avvenisse, sotto gli occhi di tutti (DIGOS e Sorveglianza compresi), una aggressione di stampo fascista che pochi minuti prima un gruppo di studenti e studentesse gli avevano prospettato.

Denunciamo ancora una volta l’estrema pericolosità e le pratiche violente di questi gruppi fascisti che la complicità delle istituzioni universitarie lascia agire indisturbati e allo stesso tempo, ribadiamo la nostra contrarietà alla logica degli opposti estremismi: non c’è equidistanza fra chi attacca e chi resiste, fra chi si professa democratica, ma poi si rivela essere un picchiatore, e chi intende esprimere libereramente il proprio pensiero nella propria università

domenica 7 febbraio 2010

COMUNICATO STAMPA Cobas Salerno

 NON CI TOGLIERANNO ANCHE IL DIRITTO DI MANIFESTARE

Nonostante la correttezza e la trasparenza che hanno da sempre contraddistinto le lotte del Comitato insegnanti e Ata precari della Scuola, la questura di Salerno ci comunica che contro tre docenti precari e un sindacalista della Confederazione Cobas è stata inoltrata una denuncia e avviata un’indagine per aver manifestato in maniera “scorretta e disdicevole” e “disturbato” qualche carnevalata governativa, nello specifico la nostra contestazione ad un convegno che si è svolto al Teatro Verdi e che vedeva la partecipazione di Tremonti e della Marcegaglia.

A rigor di logica, senza voler scomodare la democrazia che dorme, le manifestazioni di protesta servono proprio per richiamare i responsabili dei danni ai loro doveri e per denunciare le loro malefatte.

PER LA QUESTURA PRECARI E DISOCCUPATI SU MARTE?

Se la Questura di Salerno ritiene che bisogna manifestare su di un altro pianeta e con il silenziatore sta sognando di manifestazioni virtuali e ignorando la drammatica situazione in cui sono precipitati i docenti e gli Ata precari e disoccupati della nostra Provincia, sfruttati per anni e adesso cacciati da una Scuola che senza di loro sta affondando.

Precari e disoccupati che si aggiungono alla marea di precari e disoccupati degli altri settori lavorativi ai quali viene scippato il diritto all’esistenza e al futuro , mentre alla società tutta sta per essere scippata la Scuola pubblica e con essa la civiltà educativa del nostro sventrato Paese.

NON CI FAREMO INTIMIDIRE E RILANCEREMO DA SUBITO LA MOBILITAZIONE NELLA PROVINCIA DI SALERNO, CON LA LOTTA QUOTIDIANA SUL TERRITORIO E NELLE SCUOLE.
COSTRUIREMO LO SCIOPERO GENERALE DELLA SCUOLA DEL 12 MARZO E LA GRANDE MANIFESTAZIONE NAZIONALE CHE LO STESSO GIORNO ATTRAVERSERA' LA CITTA' DI ROMA E CHE AVRA' COME PROTAGONISTI I PRECARI DELLA SCUOLA E COME OBIETTIVO L'ASSEDIO AL MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE.

COMITATO INSEGNANTI E ATA PRECARI SALERNO
COBAS SCUOLA SALERNO
CONFEDERAZIONE COBAS SALERNO

venerdì 15 gennaio 2010

Comunicato Cox18

A PROPOSITO DELLE 51 DENUNCE PERVENUTE A MILANO IN SEGUITO ALLE

MANIFESTAZIONI CONTRO LO SGOMBERO DI COX18-CALUSCA-ARCHIVIO PRIMO MORONI

L'illegittimo sgombero di COX18, Calusca e Archivio Primo Moroni,l'indecoroso scaricabarile tra questura, comune e prefettura in merito alla responsabilità dello sgombero stesso, la palese ingiustizia che questo ha
rappresentato per la memoria e le pratiche di una Milano viva e disomogenea, hanno trovato nei giorni del 22, 24 gennaio e 28 febbraio 2009 una straordinaria solidarietà da parte di tutte le aree antagoniste e di quelle migliaia di persone che hanno rivendicato una città con il bisogno di cultura, di iniziative sociali e politiche al di fuori delle logiche della speculazione.

E' grazie a questa solidarietà che COX18, Calusca e Archivio Primo Moroni hanno potuto riprendersi lo spazio di via Conchetta.

Nessuna trascrizione giudiziaria, in atto o futura, di quelle giornate puo' cancellare quella solidarietà che per noi rimane, allora come oggi, essenziale punto di riferimento del nostro agire politico e della nostra stessa esistenza.
La pratica di separare le azioni politiche dal loro contesto per considerarle semplicemente delle voci di una rubrica penale troverà sempre la nostra più ferma opposizione.

AGLI SPECULATORI IL PALAZZO - AI MOVIMENTI LE STRADE

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