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venerdì 12 febbraio 2010

Dopo rinvio a giudizio dei vertici, anche la Consob chiede chiarimenti a Eutelia

Nell’ultimo bollettino emesso la Consob (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa) ha reso nota una delibera dello scorso mercoledì in cui vengono richieste a Eutelia informazioni supplementari in merito al passaggio di proprietà del ramo It ad Agile, e in particolar modo la questione della cessione delle passività finanziarie.
La Consob si riferisce specificatamente alle comunicazioni semestrali fatte dall’azienda lo scorso 15 giugno, che ritiene non essere conformi a quanto prescrive la legge.
In particolare le non conformità si riferirebbero a tre specifici punti:
* L'eliminazione contabile dei crediti commerciali, per un importo di circa 23 €/mln, e di debiti tributari di pari ammontare, ritenuti strettamente correlati dalla Società, non rispetta i criteri previsti dallo IAS 39
* La cancellazione contabile delle passività finanziarie non è conforme alle previsioni dello IAS 39
* L’iscrizione della plusvalenza da cessione del ramo d'azienda pari a circa 17,9 €/mln, non è in linea con quanto previsto dallo IAS 18

Dopo una lunga disamina dei particolari sui quali è necessario che Eutelia fornisca maggiori informazioni, La Consob richiede alla società aretina «Di diffondere, senza indugio un comunicato stampa che renda noto l'accertamento effettuato dalla Consob nella presente sede e riporti, altresì, i seguenti elementi di informazione:
* le carenze e criticità rilevate da questa Commissione in ordine alla correttezza contabile della relazione semestrale di cui sopra;
* i principi contabili internazionali applicabili e le violazioni riscontrate al riguardo;
* l'illustrazione, in un'apposita situazione economico-patrimoniale consolidata pro-forma - corredata dei dati comparativi - degli effetti che una contabilizzazione conforme alle regole avrebbe prodotto sulla situazione patrimoniale, sul conto economico, sul patrimonio netto e sul rendiconto dei flussi finanziari del primo semestre 2009, per il quale è stata fornita un'informativa errata.
Il citato comunicato stampa dovrà essere messo a disposizione del pubblico congiuntamente alla relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2009, già pubblicata in data 28 agosto 2009».

Nel frattempo il segretario generale della Fiom-Cgil, Gianni Rinaldini, ha rilasciato una dichiarazione in merito al rinvio a giudizio dei vertici Agile: «Esprimiamo piena fiducia nella Magistratura, sicuri che adesso si potrà fare finalmente chiarezza su un incredibile intrigo economico-societario che ha messo a repentaglio il destino di migliaia di lavoratrici, di lavoratori e delle loro famiglie, oltre al futuro industriale di questa impresa».
A Ivrea intanto non si interrompono le manifestazioni di solidarietà nei confronti dei lavoratori Agile, ormai da mesi senza stipendio. Questa sera, venerdì 12, alle 21 nella sede di Agile nel Parco Dora Baltea si svolgerà un reading e un concerto.



giovedì 11 febbraio 2010

Eutelia, il pm chiede 15 rinvii a giudizio "Oltre 33 milioni di euro portati all'estero"

AREZZO - La prima inchiesta penale sul caso Eutelia è arrivata al capolinea. Il pm Roberto Rossi, della procura della Repubblica di Arezzo, ha chiesto il rinvio a giudizio per i quindici indagati tra i quali molti componenti della famiglia Landi, fondatrice dell'azienda.

Con diversi motivazioni e livelli di responsabilità, il pm contesta reati che vanno dall'associazione a delinquere finalizzata al falso in bilancio, all'appropriazione indebita fino alla frode fiscale. Più una raffica di imputazioni minori in cui rientra anche la subornazione di un testimone. Sotto accusa nella famiglia Landi ci sono il presidente onorario di Eutelia, Angiolo, l'ex amministratore delegato Samuele, (protagonista della contestatissima irruzione d'autunno nella sede romana dell'azienda), i fratelli Raimondo e Isacco, il figlio di Raimondo, Sauro, e il figlio di Angiolo, Alessandro.

Sono tutti accusati dell'appropriazione indebita di 33 milioni di euro, più 3 milioni di sterline, che secondo l'accusa sarebbe andata avanti dal 2003 al 2008, fino a quando cioè non scattò il blitz della Guardia di finanza nella sede aretina di via Calamandrei, nelle sedi sparse in Italia, nelle abitazioni e perfino negli aerei della flotta aziendale. In sostanza, secondo la ricostruzione del pubblico ministero, somme ingenti sarebbero state stornate dai conti di Eutelia e dirottate in Svizzera tramite triangolazioni societarie in Inghilterra, Isole del Canale, Romania e Bulgaria, verso banche estere. L'avvocato elvetico Pier Francesco Campana si sarebbe poi occupato di riciclare i soldi attraverso altre società estere.

Un altro filone dell'inchiesta riguarda la cessione alla 'Voiceplus' srl del ramo d'azienda relativo ai numeri telefonici a valore aggiunto. In questo caso si tratterebbe di 62 milioni, secondo gli inquirenti, mai contabilizzati e dunque sottratti agli azionisti di minoranza ed al fisco. La subornazione di teste, in questo filone, è stata contestata al solo Sauro Landi che avrebbe fatto pressione su un testimone affinché desse la versione più favorevole ai Landi. Gli altri imputati sono Daniele Bonarini, Giovan Battista Canali, Alessandro Iaboni, Fabio Luci, Marco Mariotti, Pasquale Pallini, Daniele Bonarini, Maurizio Sorini e Roberto Zambrenti.

La vicenda Eutelia è una delle più scottanti tra quelle per le quali è stato chiesto dai lavoratori l'intervento del governo. Gran parte dei dipendenti, quasi tutti altamente qualificati nell'Information technology, alla fine della primavera 2009 erano stati "ceduti" da Eutelia all'Agile del gruppo Omega che appena insediato ha prima iniziato a ritardare il pagamento degli stipendi e poi annunciato un piano di licenziamenti collettivi per circa 1.200 lavoratori. Il gruppo Omega, tra l'altro, è lo stesso che a luglio 2009 ha acquisito le attività di Phonemedia, colosso dei contact center le cui dodici sedi italiane sono ora quasi del tutto ferme perché i dipendenti non vedono gli stipendi da mesi. Sul caso Eutelia, un'altra inchiesta è stata aperta a dicembre dalla procura della Repubblica di Milano.

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