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mercoledì 31 marzo 2010

Vergogna Mtm, saltata la cassa integrazione per i precari

Presa di giro prelettorale per i precari che ora si trovano disoccupati e beffati

A pensare male si fa peccato, ma non si sbaglia quasi mai. Lo avevamo scritto sulle colonne di questo sito che quella della cassa integrazione in deroga a precari e interinali della Mtm era una proposta a metà tra una pillola amara addolcita e uno spot prelettorale.
Alla fine si è dimostrata una presa di giro di dimensioni gigantesche, un tranello elettorale messo su da cgil, cisl e uil e Regione Toscana. L'annuncio a due giorni dalle elezioni è stato uno dei punti più bassi mai raggiunti da sindacati e istituzioni in questa città. Una conferma che quella marea di persone che non sono andate a votare probabilmente non sono rappresentanti di un menefreghismo latente ma di coscienza e dignità personale.

Perchè annunciare con quei toni la cassa integrazione in deroga prima delle elezioni se poi l'incontro con azienda e agenzie interinali sarebbe stato solo ieri (30 marzo)? Cosa pensavano, che una delle aziende più fasciste che siano mai sbarcate a Livorno e delle agenzie di schiavitù si accollassero 4 mesi di anticipo della cassa integrazione e continuassero il rapporto con i precari solo per far contenta la Regione Toscana?
I rischi di questa operazione erano chiari, come scritto anche sul volantino dei Cobas che affermava che al momento le promesse erano solo sulla carta, ma Regione e sindacati l'hanno ugualmente fatta passare come cosa acquisita, un regalo prelettorale del Pd e della Cgil al popolo.
A questo punto i precari non possono stare più a guardare. Oggi devono interrompere la produzione e domani devono andare a ribaltare qualche scrivania al grido di un solo slogan: "Fate schifo!"

Fonte: Senza Soste

domenica 7 febbraio 2010

[Napoli] Depresso per il pecariato, si suicida.

Giovanni Vano, 56 anni, l'elettricista che si è suicidato l'altro ieri nel bosco di Capodimonte, a Napoli, lavorava in nero da 23 anni peruna ditta che allestiva le luminarie per le feste di piazza.

Vano aveva ricevuto l'offerta di regolarizzazione la propria posizione e di essere assnuto, ma avrebbe dovuto rinunciarre ai contributi, agli assegni famigliari e ad altri diritti maturati in tanti anni di lavoro.
Depresso, incerto sul da farsi,tra la fuoriuscita dall' incertezza di un lavoro precario e la rinuncia a diritti acquisiti, Vano ha lasciato un biglietto alla moglie con la spiegazione del suo gesto tragico.

lunedì 5 ottobre 2009

Corteo Roma 03/10/2009



Una delegazione della RETE ha partecipato al corteo dei precari della scuola a Roma per manifestare la sua piena solidarietà nei confronti di tutti quei lavoratori che sono stati messi da parte da questa illogica riforma Gelmini.Abbiamo scelto di partecipare al corteo dei COBAS e non a quello sulla libertà di stampa in quanto sin dall'inizio dell'estate siamo stati al fianco dei precari appoggiando la loro lotta perchè riteniamo che solo con l'unità tra i movimenti è possibile avviare un percorso che possa contribuire a realizzare un cambiamento che metta in discussione lo stato di cose attuale. Inoltre la scelta di spostare il corteo sulla libertà di stampa al 3 ha messo in evidenza, ancora una volta,come l'obbiettivo dei sindacati confederali e delle forza di opposizione parlamentarI non sia quello di battersi per un cambiamento sociale che ridia voce agli sfruttati e a tutte quelle persone che vivono un esistenza PRECARIA,ma il loro unico obbiettivo è quello di strumentalizzare le aspettative della gente per riuscire ad ottenere nuove poltrone e posti di potere che non metteranno mai in discussione l'attuale sistema statale fascista e piduista!!!!!!

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