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martedì 5 gennaio 2010

Notte bianca per San Nicola Varco

“è più difficile distruggere un pregiudizio che un atomo”
Albert Einstein

I ragazzi di San Nicola Varco lo provano tutti i giorni sulla loro pelle perché, sebbene il ghetto di Eboli sia stato chiuso, il loro inferno non è terminato.Sfrattati, alcuni arrestati, altri scappati via chissà dove per le campagne della piana del Sele: quelli che restano cercano di combattere giorno dopo giorno il puzzo
dell’indifferenza e del pregiudizio che li costringe a vivere ai margini. Proprio per questo, passata l’emergenza, è necessario non dimenticare e non lasciarli soli in balia degli eventi. Dopo aver ricevuto aiuti da parte di molte associazioni del territorio, ora i ragazzi vogliono riprendere a lavorare per integrarsi all’interno della società.
Hanno deciso, così, di rimboccarsi le maniche per contribuire, all’inizio di questo nuovo anno, a cambiare il proprio destino. Il 5 Gennaio, in occasione della “Lunga Notte della Befana” vieni ad assaggiare il KHOBZ
con la cioccolata, il pane tipico marocchino che i ragazzi producono quotidianamente. Il khobz è un pane di semola di grano duro, ben acidulo, spesso arricchito d’una punta di olio di arachidi e lavorato a mano, pazientemente finché assume una forma circolare. Non perdere l’occasione di assaggiare qualcosa di squisitamente nuovo e nello stesso tempo di aiutare qualcuno che ora ha bisogno anche di te.
Ti aspettiamo al Corso Umberto I n. 325 (a fianco del negozio Yamamay)

Inoltre tutti i martedì dalle ore 17.30 alle ore 20.00 in via Gramsci 19 Battipaglia è aperto lo sportello medico/legale, per l'espletamento delle pratiche riguardanti permesso di soggiorno, ricongiungimento familiare, asilo politico, legge Bossi-Fini, contratti di lavoro.
Radio VostokSoccorso
Medico-Legale

Associazione E. Rossetto
Associazione G. Maccacaro

venerdì 18 dicembre 2009

RAZZISMO DI STATO AL SERVIZIO DI PADRONI E CAMORRA

Il 12 novembre, con un dispiegamento spaventoso di forze dell’ordine, è stato sgomberato il ghetto di San Nicola Varco (a pochi Km da Eboli).

Un enorme insediamento nell’ex mercato ortofrutticolo mai completato, fatto di baracche che riparano appena dalla pioggia e dal sole, nel bel mezzo di campi e serre di proprietà delle grandi multinazionali agroalimentari. Ci vivevano un migliaio di giovani immigrati marocchini arrivati con il visto d’ingresso e diventati clandestini perché quelle aziende, a cui avevano pagato (tramite i caporali) fino a 6000 euro per essere regolarmente chiamati a lavorare in Italia, non li assumono. Una truffa che riguarda Potenza, l'Aquila, Venezia, Pordenone, Foggia, e tutto il territorio nazionale, in mano a “predatori” ben identificabili. Nessun contratto, quindi, nessun permesso di soggiorno.
Per la Bossi-Fini e per il recente Pacchetto sicurezza sono clandestini, costretti a nascondersi per evitare l’espulsione o la galera e a subire senza fiatare non solo il lavoro nero ma qualsiasi ricatto. Per padroni e padroncini è una vera manna. Questi nuovi schiavi lavorano oltre le 12 ore per appena 25 euro al giorno (3 di questi euro vanno ai caporali). Senza questa manodopera, senza il loro sfruttamento, l’agroindustria del Sele si fermerebbe. Per oltre 10 anni questi immigrati hanno vissuto in quest’inferno di lamiere senza che nessuno –istituzioni o aziende- si sia preoccupato delle “condizioni sanitarie e di tutela della salute” che oggi vengono utilizzate a giustificazione dello sgombero. In realtà delle condizioni di vita di questi immigrati continua a non importare niente a nessuno come dimostra il fatto che nessuna soluzione alternativa è stata offerta a questi lavoratori.

Dietro lo sgombero si nascondono ben altri interessi: non solo la realizzazione, proprio su quel terreno, di un nuovo polo agroalimentare che vedrà finanziamenti per milioni di euro, ma anche uno dei più grandi Outlet commerciali del Mezzogiorno, il “Cilento Village”. Un investimento immobiliare da oltre 80 milioni di euro dietro il quale, secondo notizie di stampa, ci sarebbero nomi già noti alla magistratura perchè strettamente legati ai clan camorristici facenti capo agli ex. Galasso ed Alfieri. Lo avevamo già visto a Pianura con l’incendio dei campi rom che avevano la sfortuna di trovarsi su terreni oggetto di speculazione edilizia, lo stiamo vedendo ogni giorno a Milano con la cacciata di rom e di immigrati dai luoghi interessati alle grandi opere dell’EXPO 2015.

Ovunque, la parola d’ordine è che i nuovi schiavi non devono intralciare il normale corso del profitto. Vanno allontanati, dispersi, deportati, resi invisibili non solo quando è necessario a proseguire indisturbati i propri affari ma soprattutto per aumentarne la ricattabilità e la subordinazione.
Non è un caso che proprio a San Nicola lo sgombero sia stato annunciato con largo anticipo. Si voleva prendere due piccioni con una fava. Si voleva che la massa degli immigrati irregolari si allontanasse dalle baracche ma rimanesse sul territorio. Cosa avrebbero fatto le aziende della piana del Sele se tutta quella manodopera fosse stata espulsa o inviata nei CIE? Chi avrebbe garantito i raccolti di questo periodo? Dispersi nelle campagne, senza alcun riparo, spaventati dalle continue retate delle forze del (dis)ordine, centinaia di immigrati sono ancora più di prima alla mercè dei caporali e dei padroni.
E’ questa la logica delle cosiddette politiche di sicurezza e di lotta alla immigrazione clandestina.

Con il “Pacchetto sicurezza” e l’introduzione del reato di clandestinità varato dal governo Berlusconi, si è voluto dare un ulteriore giro di vite per rendere ancora più dura la vita agli immigrati, in modo da poterli sfruttare più di quanto non sia stato fatto fino ad oggi. Questo governo insieme alla cosiddetta opposizione, artefice con suoi governi nazionali e locali di altrettante leggi xenofobe, saranno responsabili dei tanti immigrati che nelle campagne di San Nicola non ce la faranno così come sono responsabili dei tanti migranti morti nelle acque del Mediterraneo o in quei veri campi di concentramento chiamati CIE (ex CPT) dove se non si muore si viene privati di ogni diritto, si viene picchiati, umiliati e, se donne, stuprate.

Siamo ormai di fronte al più bieco razzismo di Stato. La vergognosa sentenza contro la ragazzina rom accusata di rapimento di un bambino a Ponticelli senza altra prova se non la contraddittoria e inverosimile testimonianza della madre del neonato, è la dimostrazione che da questo razzismo non si salva nessuna delle sue istituzioni. Dopo aver violato tutti i diritti della giovane rom in fase processuale, i giudici d’appello hanno confermato la condanna e respinto la concessione di misure alternative alla carcerazione con l’ignobile e razzista motivazione che l’appartenenza all’etnia rom non solo è sinonimo di reato ma comporta un evidente pericolo di recidiva.

Non possiamo più essere indifferenti. Il destino degli immigrati ci riguarda direttamente.
La loro subordinazione serve non solo ad ingrassare i profitti con il loro sfruttamento ma per usare questa manodopera ricattabile contro il lavoratori ed i disoccupati italiani per meglio ricattare e flessibilizzare anche loro.
Perciò respingere la campagne anti-immigrati del governo e dei mass media, combattere il razzismo significa lottare per tutti/e i lavoratori, i precari, i disoccupati, senza distinzioni!
Quanto più forti ed organizzati saranno loro, tanto più forti saremo noi!

Rete Anticapitalista Campana

venerdì 13 novembre 2009

San Nicola Varco

11/11/09 sgomberato san nicola varco con la deportazione di circa 200 lavoratori.

il sindaco afferma" finalmente abbiamo bonificato l' area" con un' operazione militare che ha coinvolto circa 300 uomini tra polizia carabinieri,guardia di finanza,guardia forestale, unita' cinofila,polizia locale, digos, ros, e qualcuno afferma di aver visto nel canale di fronte un sommergibile e polizia subacquea.
Un dispiegamento di forze per bonificare l' area da persone che sono state prima sfruttate e poi deportate che hanno contribuito all' arricchimento di quel territorio.
Nonostante alla stampa e' stato vietato di stare li' durante l' occupazione del campo,e di non entrare per tutta il tempo dell' operazione vi mostriamo le foto che siamo riusciti a scattare.

Mentre quasi mille braccianti sono rimasti all'addiaccio dopo lo sgombero, è allarme retate a San Nicola Varco. Evidentemente al ministero dell'Interno qualcuno deve aver pensato che il "bottino" di clandestini da espellere era troppo esiguo (dei fermati di ieri 23 sono stati tradotti nel CIE di Bari, 5 hanno avuto il foglio di via e sette sono stati processati per direttissima perchè avevano già un'espulsione)!

O forse i 150 posti che, secondo la digos, erano stati "prenotati" nei CIE per lo sgombero devono essere riempiti...
Perciò ieri un pullman della polizia si è presentato al campo di accoglienza di Sicignano, unico comune che finora ha dimostrato solidarietà agli sfollati, prelevando venti immigrati. Al momento quattro sono stati rilasciati perchè in regola con i documenti, mentre per altri 16 sono in corso gli accertamenti . Arrivano però notizie di altre retate nele campagne.
Un comportamento barbaro e ingiustificabile verso persone che dopo essere arrvate anche regolarmente in Italia, sono state spesso "clandestinizzate" dalle aziende che hanno rifiutato di completare i contratti e guadagnano milioni sul loro lavoro nero. Un accanimento assurdo verso chi ha già subito uno sgombero al buio, verso chi rappresenta il cuore produttivo della regione del Sele e viene invece trattato come criminale

Per le altre foto e gli aggiornamenti vedere il sito: www.radiovostok.com e il sito di indymedia napoli

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